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Un tuffo nel settecento da sperimentare al Castello di Miradolo

Sabato 25 febbraio 2017,  al Castello di Miradolo, si è tenuta l’inaugurazione della Mostra ‘Tiepolo e il settecento Veneto’ che è stata resa possibile grazie ad una collaborazione tra la Fondazione Cosso ed i Musei Civici di Vicenza, è stata curata dal Prof. Giovanni Carlo Federico Villa e che si potrà visitare fino al 14 maggio.

Castello di Miradolo_1

In mostra si trovano esposti 46 capolavori della storia dell’arte occidentale che, con dipinti, disegni, acqueforti, sculture ed incisioni, rappresentano i grandi temi del ‘700, dalla pittura del paesaggio alla natura morta, dalle storie mitologiche alle grandi pale d’altare.

Le opere di Gianbattista e Giandomenico Tiepolo e degli altri grandi nomi del panorama settecentesco veneto ed europeo, sono protagoniste in una cornice, il Castello di Miradolo, il cui impianto iniziale risale proprio ad un periodo tra il XVII e XVIII anche se fu poi ridisegnato ed ampliato nella metà dell’800 e ristrutturato nel 2008.

Il ‘700 è il secolo che presagisce e prepara l’illuminismo ed è sicuramente un periodo in cui l’arte italiana è ancora in grado di farsi apprezzare in tutto il mondo occidentale esprimendo una grande bellezza, un’assoluta armonia ed un gran estro innovativo.

In occasione della mostra “Tiepolo e il Settecento veneto”, il progetto Avant-dernière pensée, a cura di Roberto Galimberti, realizza una installazione sonora appositamente dedicata al percorso di visita, agli spazi e all’architettura del Castello di Miradolo.

Protagonisti dell’installazione sono gli autori che, in musica, non soltanto hanno segnato un’epoca, ma rappresentano appieno lo stile, la tradizione, l’immaginario del Settecento veneto. Baldassarre Galuppi, Giovanni Legrenzi, Antonio Caldara, Tomaso Albinoni, Antonio Vivaldi, i fratelli Alessandro e Benedetto Marcello trovano spazio nelle sale espositive, in un dialogo costante con le opere in mostra, i loro soggetti e il loro contesto storico. Inoltre, Giovanni Benedetto Platti, che lasciò l’Italia nel 1722 e per circa venticinque anni fu al servizio del principe vescovo di Würzburg, dove conobbe la famiglia Tiepolo. Infine, autori che rimandano all’ultimo capitolo della vicenda umana e artistica di Giambattista Tiepolo, il soggiorno a Madrid: Antonio Martín y Coll, singolare figura di frate francescano compositore e collezionista, Giuseppe Domenico Scarlatti e Luigi Boccherini, italiani che hanno concluso la loro vita e la loro carriera in Spagna.

Un inedito ed esclusivo sistema multicanale di diffusione del suono, realizzato per questo importante evento, consentirà al pubblico di ascoltare, da diverse fonti sonore distribuite negli spazi delle diverse sezioni del percorso espositivo, le registrazioni storiche o filologiche dei brani strumentali di questi autori – privilegiando, quindi, il linguaggio e la struttura della musica senza la parola.

Un racconto in quasi cinquanta opere quello delineato al Castello di Miradolo, che consentirà al pubblico di ammirare anche tele riscoperte dai recenti restauri; un’operazione complessa e non banale, portando alla movimentazione di alcuni tra i celebrati capolavori di una delle più significative collezioni civiche europee, quella dei Musei Civici di Vicenza, da tempo nel novero dei maggiori poli museali italiani non solo per gli oltre 600.000 visitatori all’anno, superati nel 2015, ma anche per dati assoluti quali la copertura del 62% delle spese con la bigliettazione, un numero che porta il polo berico sul podio dell’eccellenza europea.

Risultati che costantemente impongono di sviluppare progetti e approcci sempre differenti e sperimentazioni inusuali, nell’ottica di un progetto museale ampio e articolato, unico in Italia per visione e risorse messe in campo dall’Amministrazione Comunale.

Palazzo Chiericati è un edificio Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, recuperato dai sotterranei ai sottotetti e reso così totalmente fruibile al pubblico. Contestualmente sono stati ridefiniti gli spazi, creando un percorso museale a narrare visivamente e sottolineare l’unicità della pittura vicentina nell’ambito della cultura italiana ed europea e puntando sul suo contributo sostanziale al grande modello della pittura veneta.

In un percorso cronologico, didattico ed espositivo sviluppato su focali precise in ogni ambiente, caratterizzato dall’uso di colori che a parete accolgono e sottolineano l’importanza delle opere. Aprendo poi la nuova Ala Novecentesca con un allestimento dalle molteplici suggestioni – su tutti la riproposizione della chiesa di San Bartolomeo, con i suoi altari e ancone – e la riscoperta dopo anni di oblio delle collezioni di pittura e scultura dal Duecento alla metà del Seicento. E poiché la sezione che prende avvio dalla fine del Seicento sino a tutto il Novecento, la cosiddetta Ala Ottocentesca, ove sono conservati tra gli altri i capolavori di Van Dick, Cairo, Piazzetta, Ricci, Tiepolo, Canova, non sarà visitabile fino alla primavera del 2018, si è immaginato di utilizzare i capolavori qui conservati quali ‘testimonial’ in grado di dialogare con altri territori.

È questo il contesto in cui s’è innestato il dialogo con la Fondazione Cosso, che non solo esporrà le opere a Miradolo, ma contribuirà anche ai lavori finali di Palazzo Chiericati consentendo la messa in opera delle strumentazioni necessarie a rendere il Salone del piano nobile atto a ospitare conferenze e convegni.

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