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Nebbiolo1266 Le vigne e i sentieri sulla Collina Morenica di Rivoli

Il Nebbiolo a Rivoli e il mistero della sua data: 1266 o 1268?

La presenza del Nebbiolo sulle colline di Rivoli veniva fatta risalire al 1268. Inaspettatamente nell’effettuare le ricerche documentali si trovò un secondo documento, che si rifaceva ad uno scritto dello Storico Luigi Cibrario, dove si parlava della presenza delle uve Nebbiolo nel 1266. Per un certo tempo il mistero restò insoluto.

Intorno al 2005, alcuni appassionati di storia Rivolese e di vini, Luigi Caramori e Carlo Beltramino, cercarono di risolvere l’enigma della datazione. Partendo dall’osservazione attenta di una copia del documento di Stanislao Cordero di Pamparato, che riguardava la “Storia del Piemonte”, si notò che l’incongruenza poteva forse essere figlia di un semplice errore di trascrizione della data, allora eseguita da amanuensi.

Le ricerche proseguirono presso l’Archivio di Stato di Torino, dove il dott. Beltramino fu in grado di reperire l’originale del rotolo del documento a cui si era riferito Stanislao Cordero di Pamparato: “Camerale Piemonte, Articolo 65, paragrafo 1, Conti della Castellania Di Rivoli, Mazzo 1, Rotolo 1”.

Studiando l’originale del rotolo, si poté rilevare senza ombra di dubbio che la datazione corretta era 1266, e non 1268.
A comprova di ciò, vi è quanto certificato nel 2010 dall’Archivio di Stato di Torino che, con lettera inviata all’Università Svizzera di Neuchatel, conferma che l’anno di riferimento sia il 1266.
Appurato con certezza che l’uva Nebbiolo era presente a Rivoli già nel 1266, nel 2016 il vitigno ha festeggiato 750anni!

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La Collina Morenica di Rivoli e il percorso Nebbiolo1266  

Creata dal trasporto di sedimenti operato dal ghiacciaio della Valle Susa, l’Anfiteatro Morenico di Rivoli presenta una serie di cordoni disseminati di sorprendenti massi erratici, testimoni muti dell’origine del territorio. Come per altri noti rilievi morenici (Franciacorta, Serra di Ivrea ecc.), la natura detritica del terreno nei secoli scorsi favorì, sul versante meridionale, la coltivazione della vite.

Per salvare la memoria dell’antica vocazione viticola, è stata lanciata un’iniziativa di valorizzazione del patrimonio paesaggistico e storico di questo territorio.

La coltivazione della vite oggi è limitata, ma la Collina, facilmente accessibile e godibile, è un prezioso polmone verde alle porte di Torino, meta per escursionisti e ciclisti.

Alcuni  volontari hanno lavorato negli anni per evidenziare e conservare il potenziale ricreativo – turistico – sportivo degli antiche vie di comunicazione che collegavano i paesi attorno al rilievo.

Così, è stato individuato, tracciato e mappato con GPS un percorso ad anello di 45 chilometri con 1266 metri di dislivello totale. Esso attraversa la Collina Morenica e culmina sul Monte Cuneo, belvedere e spartiacque tra la Val Sangone, la Valle di Susa e la pianura torinese. E’ un itinerario da percorrere preferibilmente in bici, ma anche a piedi, nella sua interezza o per frazioni.

Il progetto ha il patrocinio dei Comuni della Collina Morenica di Rivoli e il sostegno delle Strada Reale dei vini torinesi.