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La lacrima della iena il nuovo cocktail con l’Erbaluce

La lacrima della iena è il nuovo cocktail nato in occasione del 3° mercato della Bio diversità di San Giorgio Canavese. Presentato in anteprima in chiusura di conferenza stampa, è stato protagonista durante la due giorni dell’evento che essendo, incentrato sui prodotti tipici e d’eccellenza, è stata la giusta occasione per rimarcare l’importanza del vitigno autoctono dell’Erbaluce presente in San Giorgio.

Per saperne di più chiediamo al Sig. Giovetti, sommelier, proprietario dell’omonima cremeria e dell’attiguo laboratorio artigianale di alta pasticceria, di spiegarci com’è nato: “L’idea è venuta durante un incontro informale con Andrea Zanusso, Sindaco di San Giorgio e Gigi Orsolani, titolare della storica omonima cantina, in cui ci siamo chiesti, visto che quest’anno segna anche il 50° anniversario dell’assegnazione della Doc, come poter evidenziare l’occasione con un coktail a base di Erbaluce. La mia figura è da interpretare come assemblatore e non è stato facile perché l’Erbaluce è un vino molto difficile a causa del suo grado di acidità”.

Alla fine, il giusto insieme è stato trovato, e la composizione finale è:  ” Una base di Erbaluce secco, il Vermouth fatto con un 75% di Erbaluce, una piccola parte di Passito di Erbaluce, Concentrato di Melograno e Sciroppo di Fragola che, depositandosi sul fondo del calice, formano la lacrima. Siamo riusciti a miscelare bene quindi si sentono tutti i sapori, sia del Vermouth sia del Passito che smorzano un po’ l’acidità. La lacrima della iena ha un colore rosa che ben si abbina al colore chiaro dell’insieme e viene decorato con una fetta di pesca e con il rosmarino, pianta aromatica molto utilizzata in San Giorgio ed in tutto il Canavese.”

Al gusto La lacrima della iena è morbido, equilibrato, aromatico; ricorda l’armonia e la bellezza delle vigne adagiate sulle colline moreniche ed ha quel pizzico di storica dignità tipico dell’epoca d’oro del Vermouth che, nato nel 1786 in una Torino ancora Regale, con il suo aroma speziato, riesce a far rivivere antiche e pur moderne atmosfere.

Proprio degustandolo viene di pensare che dandogli quel nome si sia voluto mettere l’accento sulla speranza che il bene continui a prevalere sul male, il dolce sull’amaro, l’armonia sulla disarmonia.

La storia della iena di San Giorgio è una di quelle storie di Cronaca nera che rischiano di segnare un territorio; la vicenda risale al 1835 e viene narrata dai ‘giornali’ dell’epoca, il teatro dei burattini. Giorgio Orsolano detto la Iena di San Giorgio, era un macellaio che si macchiò di orrendi crimini e fu per questi impiccato. Nel racconto tramandato di generazione in generazione, il fatto è divenuto leggenda ed in alcune versioni si narra che per far sparire i resti delle sue vittime, visto il suo lavoro, ne facesse salsicce.

Chi si macchia di tali crimini non può essere persona presente a se stessa ed è in qualche modo rassicurante il poter pensare che, forse, prima di essere giustiziato, la Iena abbia avuto quell’attimo di lucidità necessario al ravvedimento, innescando un pentimento che ha fatto sgorgare dai suoi occhi la lacrima della compassione per se stesso.

Nella giornata di domenica 14, nella canonica ora dell’aperitivo, nel cortile interno del fabbricato ove ha sede il Comune di San Giorgio, La lacrima della iena è stato presentato agli astanti da un personaggio d’eccezione: il Console Credendario Gian Luigi Orsolani che con piglio garbato, ha evidenziato le qualità ed il gusto di questo cocktail che è stato poi servito in degustazione.

Il Consiglio Grande della Credenza Vinicola di Caluso è stato fondato nel 1968 dal Dr. Giorgio Salvetti e dal Dr. Corrado Gnavi con lo scopo di valorizzare e promuovere l’Erbaluce. Cinque anni dopo, è stato istituito l’Ordine delle Madame della Credenza e, a rappresentare le ‘Madame’, chi meglio di Lia Falconieri dell’Azienda Cieck di San Giorgio?!