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Collina Torinese DOC Barbera del Girapoggio

Il Collina Torinese DOC Barbera del Girapoggio è nato dalla passione per la terra e per il vino di un gruppo di amici che, con l’intento di ottenere un vino di eccellenza, hanno saputo coniugare il rispetto della tradizione con le moderne tecniche di conduzione del vigneto e di vinificazione.

un vino una ricetta_3 Collina Torinese il girapoggio
Il nome della società deriva direttamente dalla vigna che, sulle tracce di un impianto preesistente agli inizi del secolo scorso, è stata messa a dimora nel  2003 con i filari disposti a ‘ girapoggio ‘, su un pendio rivolto a sud a 270mt. sul livello del mare. Il vigneto è composto all’85% da Barbera e per il restante 15% da Merlot.
La vinificazione viene effettuata direttamente in azienda in contenitori di acciaio a temperatura controllata.
Tutte le fasi di allevamento della vite, la raccolta rigorosamente manuale, la vinificazione e l’imbottigliamento vengono seguite con estrema cura per ottenere un vino di assoluta eccellenza.

 

Collina Torinese DOC Il Girapoggio

Origine: Piemonte

Produttore: IL GIRAPOGGIO s.s., Azienda Agricola Vitivinicola

Tipo vino: Vino COLLINA TORINESE DOC BARBERA

Terreno: Argille marnose con alto tenore di calcio alternate a sottili strati sabbiosi

Coltivazione: Allevamento a cordone speronato, densità di impianto 4500 ceppi/ha, sesto di impianto 250 cm tra le fila e 80 cm lungo la fila, vigneto inerbito con controllo meccanico delle infestanti. Resa massima 75 q/ha.

Vinificazione: Fermentazione a temperatura controllata, un anno di maturazione in acciaio e nove mesi di affinamento in bottiglia.

Caratteristiche: Vino rosso, secco, fermo, acidità medio bassa (5 – 6 g/l).

Grado alcoolico: 13,5°

Temperatura di servizio: 18°

Accostamento gastronomico: Stracotti di carni rosse, selvaggina, formaggi freschi o di media stagionatura caprini e vaccini, anche erborinati.

 

La ricetta per il piatto in abbinamento:

Fricassea di coniglio selvatico

Ingredienti:

1 coniglio selvatico (circa 1Kg)

150 grammi di pancetta

20 cipolline

10 prataioli

farina

1 scalogno

½ porro

½ gambo di sedano

1 noce di burro

1 cucchiaio d’olio

1 cucchiaino di zucchero

1 cucchiaino di cacao amaro

sale

pepe

ginepro

rosmarino

alloro

timo

buccia di ½ limone

¼ di litro di Collina Torinese Barbera

(brodo)

prezzemolo

 

Preparazione:

Tritare finemente il fegato del coniglio fino ad ottenere una pasta omogenea. Amalgamare il cacao. Aggiungere il sale e 2 bacche di ginepro. Conservare al fresco.

Pelare e incidere le cipolline. Mettere a scaldare in un tegame ½ cucchiaio d’olio, aggiungere le cipolline e farle rosolare lentamente, quando hanno preso colore aggiungere il sale e lo zucchero, far caramellare leggermente, quindi aggiungere ½ bicchiere di vino. Terminare la cottura e conservare al caldo.

Pulire i funghi. Mettere a scaldare una noce di burro in un tegame, aggiungere i funghi, a fine cottura salare e aggiungere la scorza di limone grattugiata (solo la parte gialla della buccia), conservare al caldo.

Tritare lo scalogno, il porro e il sedano.

Tagliare il coniglio a pezzi e infarinarlo, far scaldare in una casseruola (meglio se di rame) ½ cucchiaio d’olio, aggiungere la pancetta tagliata a dadini e far rosolare. Togliere la pancetta. Aggiungere il coniglio e farlo rosolare. Togliere il coniglio, aggiungere e far prendere colore al trito di scalogno, porro e sedano. Rimettere il coniglio e la pancetta nella casseruola, aggiungere lentamente il vino rimasto, al termine aggiungere il mazzetto delle erbe aromatiche dopo averlo legato. Far cuocere a fuoco basso per circa 1 ora aggiungendo se necessario del brodo. Togliere il mazzetto delle aromatiche, aggiungere il fegato e far cuocere ancora una decina di minuti.

A fine cottura aggiungere le cipolline e i funghi. Aggiustare sale e pepe. Prima di servire nei piatti aggiungere il prezzemolo appena tritato.

Servire ben caldo accompagnato da patate cotte in forno e sbucciate.

Fonte della ricetta: Ricetta personale del cantiniere.