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9/10/2015 iGrandiVini

Carema: il Piemonte “piccolo” fra Re Nebbiolo e distese di vigneti

UN PICUTENER DI CONFINE
C’è un Piemonte “piccolo” di cui non si sente parlare spesso: quello di Carema. Il protagonista è sempre lui, il Re Nebbiolo, che qui si mette al centro di una viticoltura eroica e prende il nome di Picutener e Pugnet. Il Carema Doc è la Denominazione più settentrionale della provincia di Torino, una “porta di accesso”diretto in Valle D’Aosta. Il sistema di allevamento che domina il paesaggio è la pergola , sulle pendici del Monte Maletto l’altitudine non è mai inferiore ai 350 metri e arriva tranquillamente ai 700 Il risultato è nobile, è quello che i migliori sommelier hanno definito “un vero Nebbiolo di montagna”: un vino che mantiene una sua freschezza, sapidità e ha dalla sua – come il Nebbiolo in generale – una longevità straordinaria. Fatelo invecchiare con fiducia oltre i 10 anni : non resterete delusi.
CAREMA Un piccolissimo borgo di confine, neanche 1.000 abitanti e una vicinanza alla Valle D’Aosta che fa percepire l’imponente montagna, a cui sono stati strappati terreni per la vite. Oggi il colpo d’occhio è fatto di terrazzamenti (circa 16 ettari con una disposizione ad anfiteatro) e il vecchio paese di origine medioevale . Le pergole sono un tratto caratteristico del paesaggio, sorrette dai pilùn o tupiun, delle colonne in pietra e mattoni imbiancate di calce. I pilùn sono parte intergrante del colpo d’occhio, ma hanno anche una funzione strettamente collegata all’uva: di giorno accumulano calore e di notte lo rilasciano gradualmente, così le viti ne traggono giovamento nel loro ciclo di crescita. Il paesaggio vitivinicolo qui è unico, la personalità, la classe e la longevità di questo vino, lo è altrettanto.
IL SENTIERO DEI VIGNETI
A Carema la visita sarà breve ma intensa. Il sentiero dei vigneti è un perocrso consigliatissimo per immergersi completamente nell’atmosfera del luogo: 3,8 chilometri di lunghezza da percorrere – considerando le soste e le tappe – in un paio d’ore e mezza. Da non perdere: la Cappella di San Rocco, le numerose e caratteristiche fontane disseminate nel paese (come quella di via Basilia, fatta costruire nel 1571 dai conti Challant-Madruzzo in omaggio ai Duchi di Savoia), la visita alle pergole, alla Conca dei vigneti e alla Cantina Produttori Nebbiolo di Carema. Se dopo il sentiero riuscirete a resistere alla tentazione di sconfinare in Valle D’Aosta, sono consigliate le escursioni all’Alpe Maletto e al Castello di Castruzzone. Da ultimo, forse non tutti sanno che Carema è attraversato anche dalla Via Francigena, nel percorso da Pont Saint Martin ad Ivrea.
Dopo aver respirato l’atmosfera della vicina Valle e di un Piemonte insolito (ma non chiamatelo minore!), il must è un aperitivo a base di formaggio di alpeggio di buona stagionatura, seguito magari da una lauta cena a base di arrosto e selvaggina, che lasci emergere le suadenti note di viola e sottobosco di questo Picutener, figlio dello sforzo e della passione di coraggiosi vigneron “al confine”.

http://www.igrandivini.com/carema-il-piemonte-piccolo-fra-re-nebbiolo-e-distese-di-vigneti/